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Patto federale

Trattato speculativo tra comunità che riconoscono reciprocamente il diritto all'opacità e alla deviazione.

L'Ordine non nasce come Stato centralizzato. Nasce come patto tra unità territoriali — quartieri, biblioteche, reti scolastiche, collettivi — che si riconoscono senza imporre un profilo comune.

Ogni aderente mantiene autonomia su tempi, linguaggi e zone offline. In cambio, rispetta il veto delle minoranze sugli strumenti di profilazione e accetta l'arbitrato del Tribunato del consenso sintetico.

Articoli fondamentali del patto

Art. 1 — Nessuna unità federata può imporre identità unificata, biografia continua o ranking di coerenza come condizione di partecipazione.

Art. 2 — Ogni unità garantisce almeno una zona opaca certificata: spazio deliberativo senza log permanente.

Art. 3 — Le norme che toccano modelli algoritmici pubblici devono superare audit sorteggiato prima dell'entrata in vigore.

Art. 4 — Un quarto delle unità federate può sospendere un emendamento che impone uniformità linguistica o comportamentale.