Filosofo, eticista dell'IA, civic hacker, sound designer e autore di 404human.
La mia formazione è in filosofia, ed è da lì che guardo tecnologia, algoritmi e desiderio. Nel tempo il percorso si è intrecciato con design, codice, matematica e suono: tre linguaggi diversi per fare la stessa domanda. A chi servono le macchine che creiamo?
Al CERN mi sono occupato di etica dell'intelligenza artificiale e design speculativo. È un'esperienza che resta nel lavoro in modo concreto: da quella stagione tra acceleratori e domande scomode sono nati Monte Carlo, un progetto sonoro che traduce caso, simulazione e margine d'errore in materia artistica, e il Toolbox for Ethical Futures, uno strumento open source per chi progetta tecnologie con una bussola etica.
Quell'incontro ha generato anche Relatronica, un collettivo di civic tech che ho fondato per costruire strumenti aperti per comunità: dalla sovranità digitale a giochi che insegnano a governare l'IA in modo democratico. SEGNO, NextHuman e Neuralforming nascono da lì, dall'idea che il futuro vada reso discutibile, non solo prevedibile.
Il suono è l'altro filo. Faccio field recording, installazioni, composizione: catturo le vibrazioni che la città copre e le trasformo in storie. È la pratica più lenta, quella dove la domanda filosofica smette di essere concetto e diventa frequenza.
Su Substack scrivo in due registri. Debug dei desideri esplora chi governa oggi il nostro desiderio, e chi può riprogrammarlo. 404human è la parte più radicata: meno notizia, più pensiero lungo.